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Home » Ricorso Amministrativo Inps
Contro i provvedimenti in materia contributiva è possibile presentare un ricorso amministrativo online all’INPS. Il più delle volte tale tipologia di ricorso si pone come condizione necessaria ed indispensabile per poter incardinare contro l’INPS un procedimento giudiziario.
Ciò, invece, non è più possibile avverso i provvedimenti di natura assistenziale, i quali sono impugnabili direttamente dinanzi al Tribunale del Lavoro competente per territorio mediante un ricorso giudiziario (da presentarsi entro 6 mesi dalla ricezione del verbale).
I termini di presentazione del ricorso amministrativo online variano a seconda della tipologia di provvedimento che si impugna, così come differenti sono gli organismi dell’INPS chiamati a pronunciarsi, a seconda della materia su cui il ricorso verte.
In linea generale il termine previsto per l’inoltro del ricorso amministrativo on line è di 90 giorni dalla notificazione del provvedimento.
Di solito, i termini e l’organismo a cui indirizzare il ricorso amministrativo on line sono indicati nella comunicazione del provvedimento che si intende impugnare.
Il ricorso, a pena di inammissibilità, deve contenere i seguenti elementi:
Il ricorso può essere sottoscritto direttamente dal ricorrente o da un suo rappresentante cui sia stato conferito mandato.
Può essere presentato esclusivamente in modalità telematica, direttamente dal cittadino mediante il servizio on line dedicato (è necessario accedere alla propria area personale tramite SPID), oppure da un intermediario abilitato.
Una volta inoltrato il ricorso (che verrà smistato dall’INPS all’organismo competente), questo verrà discusso e deciso con una deliberazione di accoglimento (totale o parziale) o di reiezione.
In ogni caso, dell’esito del ricorso verrà data comunicazione, a mezzo raccomandata (o a mezzo PEC), al ricorrente.
L’Inps ha l’obbligo di definire il ricorso nel termine di 90 giorni dalla sua proposizione, ma ciò il più delle volte non accade, impiegando mesi, se non addirittura anni per pervenire ad una conclusione.
Ove l’INPS, però, non decida sul ricorso nel termine di legge si verifica il cd. silenzio rigetto che consente al cittadino di adire direttamente il Tribunale del Lavoro, mediante il deposito di un ricorso giudiziario, per far valere i propri diritti.
Riassumendo quanto fino ad ora detto, qualora l’Ente Previdenziale:
è possibile procedere con un’azione giudiziaria nei suoi confronti dinanzi al Tribunale del Lavoro e della Previdenza territorialmente competente, il cui termine di decadenza dipende dalla tipologia di provvedimento impugnato.
In materia di diniego di prestazioni previdenziali (quali pensione di inabilità ordinaria ed assegno ordinario di invalidità), ad esempio, il termine è di 3 anni.
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